9.3.12

LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE PAOLO SESTI SULL ' UTILIZZO DELLE MOTO NEL FUORISTRADA



AGLI APPASSIONATI DI FUORISTRADA, AI TESSERATI, AI MOTO CLUB, AI COMITATI REGIONALI FMI, ALLE AZIENDE COSTRUTTRICI, ALLE AUTORITÀ REGIONALI, PROVINCIALI, COMUNALI, ALLE FORZE DELL’ORDINE, ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE.

La pratica del fuoristrada è un piacere che si può godere a piedi, in moto o in bicicletta, a patto ovviamente di rispettare le norme in vigore. Ma in tutte le “famiglie” possono trovarsi persone “male educate”: che non rispettano il prossimo, il paesaggio, le regole; passano dove non devono, sporcano, rompono, creano danni alla società civile (basti pensare a chi genera valanghe sciando fuoripista in zone vietate). Accade tra i motociclisti, i ciclisti, i pedoni, chiunque.

I motociclisti appassionati di fuoristrada NON SONO però “brutti, sporchi e cattivi”.

La Federazione Motociclistica Italiana non intende dunque accettare che i propri Tesserati siano vessati senza motivo, solo perché si muovono in moto in fuoristrada. Allo stesso tempo, la FMI si batte con forza affinché i motociclisti rispettino le leggi dello Stato.

Una scelta di campo precisa, a cui sono legate azioni specifiche.

Per agevolare la pratica del fuoristrada, la FMI ha dato vita alla Commissione Normative Fuoristrada (alla quale è dedicata una sezione all’interno del sito internet federale www.federmoto.it: “Normative Fuoristrada”, in basso nella home page), facilmente contattabile via posta elettronica all’indirizzo: norme fuoristrada@federmoto.it"> fuoristrada@federmoto.it. 

La Commissione è a disposizione di chiunque (Tesserati, Moto Club, Comitati Regionali)  abbia necessità di consigli, informazioni, aiuto. Un servizio da usare con intelligenza, PRIMA che avvenga un episodio negativo, che diventa poi difficilissimo recuperare.

NON SOLO. La FMI è attiva su diversi fronti, a livello istituzionale, grazie a contatti con gli Uffici centrali della Motorizzazione, alcuni Ministeri, il Comando Generale del Corpo Forestale dello Stato, così come con CAI e WWF Italia.

L’obiettivo è quello di creare una nuova “cornice” entro cui muoversi con certezza di diritto e rapporti di normale convivenza, con chiunque voglia confrontarsi con le nostre posizioni.

La FMI invita per questo tutti gli interessati ad avere un comportamento ATTIVO.

Non più atteggiamenti vittimistici, quando si ritiene di subire dei torti, ma concreta capacità di risposta con argomenti reali e documentati, esposti da persone informate.

E’ necessario che i motociclisti siano convinti delle proprie posizioni e capaci di comunicare gli aspetti migliori della propria passione. In molti casi, infatti, i “nostri” si comportano come e forse meglio di tanti altri: collaborano con le Autorità, partecipano (in moto) alla ricerca di persone disperse (e qualche volta le trovano prima degli altri soccorritori), lavorano attivamente al ripristino dei sentieri, avvisano in caso di anomalie sul territorio (a partire dagli incendi improvvisi). Notizie così “normali” che quasi non diamo loro importanza, ma che per questo restano però confinate in ambiti ristrettissimi.

 E comunque, sia chiaro che non possiamo farcela da soli.

Chiediamo dunque attenzione ai mezzi di comunicazione, per fare conoscere queste nostre idee.

Così come puntiamo a sensibilizzare i Costruttori con un ragionamento molto semplice: se diventa impossibile usare le moto fuoristrada, la FMI perde probabilmente Tesserati. Ma le Aziende smettono di vendere motociclette. Proviamo dunque a guardare avanti, a costruire con convinzione il nostro futuro. Non lasciamo decidere tutto ad altri.

La situazione.

Organizzare gare in fuoristrada, al di fuori degli impianti fissi, diventa sempre più difficile. Andare in moto su strade non asfaltate senza incorrere in qualche sanzione è un terno al lotto anche rispettando le regole, perché c’è sempre qualcuno “contro” il motociclista, che si erge a difendere la natura, il territorio, chi fa le “passeggiate” a piedi, qualcuno che ha sempre ragione a prescindere.

La circolazione fuoristrada è regolata da leggi regionali, anziché da una Legge unica nazionale; ciò è positivo da alcuni punti di vista ma negativo da altri, poiché ci si trova in una “selva” assai difficile entro cui districarsi, spesso con interpretazioni differenziate da Regione a Regione e da provincia a provincia nella stessa regione.

Una proposta di legge nazionale (primo firmatario il Senatore Valerio Carrara, e sottoscritta da altri 73 Senatori di diversi orientamenti politici), che punta ad unificare le norme sull’intero territorio italiano, è attualmente all’esame della Commissione competente.

I contatti in corso con il Corpo Forestale dello Stato suggeriscono che gli Organizzatori, in caso di manifestazioni, diano vita in anticipo ad un confronto diretto con i comandi locali,

concordando il percorso, recependo suggerimenti e indicazioni utili a modificare tempestivamente i programmi, evitando di incorrere in sanzioni durante la competizione.

E’ poi di grande importanza che ogni Moto Club organizzatore prenda l’impegno di ripulire e portare quanto più possibile alla condizione originaria l’area interessata, una volta terminata la competizione: un’occasione per dimostrare il nostro rispetto per la natura.

Occorre tenere in debita considerazione compiti ed azioni del Ministero dell'Ambiente, competente in materia di gestione delle aree protette e della rete Natura 2000, zone in cui l'asticella della salvaguardia del territorio è molto alta. Anche in questo caso il dialogo preventivo e la verifica della compatibilità ambientale di un singolo evento possono evitare problemi successivi, anche se la manifestazione gode delle autorizzazioni necessarie.

E’ recente, infine, la possibilità prevista dall’articolo 9 del Nuovo Codice della Strada, di apportare modifiche su telaio, silenziatori, pneumatici, rapporti di trasmissioni e sospensioni, esclusivamente per lo svolgimento della gara, senza necessità di collaudo da parte della Motorizzazione.

Un grande successo, questo, di cui siamo ovviamente orgogliosi.

Anche se va ricordato a tutti che fino a che non ci sarà una modifica legislativa (questione nella quale mi sto impegnando personalmente insieme all’Ancma, ma che risulta estremamente complessa), il motoveicolo utilizzato durante una competizione deve essere munito di targa regolamentare.

Ed è molto importante, in questo senso, l’impegno assunto con la FMI da industrie ed Importatori di presentare al più presto modelli con parafanghi tali da consentire un corretto e sicuro montaggio della targa.

 Conclusione.

 E’ necessario che il mondo moto impari ad applicare regole di buon vicinato, a prevenire piuttosto che essere represso, a conoscere ed osservare le normative vigenti, poiché improvvisazione e ignoranza non sono più ammesse.

Le regole sono tante e restrittive: senza la loro perfetta conoscenza sarà difficile, nel futuro, non solo organizzare una manifestazione, ma anche soltanto circolare su strade a fondo naturale senza incorrere in sanzioni.

Sta allora a tutte le forze motociclistiche riservare grande attenzione alla politica locale, per evitare che “scompaiano” spazi vitali; è necessario conoscere i divieti per evitare sorprese.

Sono considerazioni da tenere molto ben presenti, sia nella fase organizzativa delle competizioni, che di ricreazione individuale.

Questo significa che tutti noi dobbiamo essere anche custodi dell’attuale patrimonio disponibile per le moto, essere lungimiranti nel proteggerlo e magari aumentarlo, con comportamenti virtuosi, come la pulizia dei sentieri ed il relativo inventario tramite mappatura GPS. Il fuoristrada può sicuramente essere contemporaneamente compatibile per usi diversi, a patto di alcuni semplici comportamenti.

Esempi concreti: aprire percorsi nuovi e calendarizzare eventi ove mai fatto in precedenza; alternare le zone di pratica per consentire la rinascita periodica della vegetazione; ripristinare il fondo ove venga rovinato; compensare l’eventuale usura con azioni concordate con Comuni, Corpo Forestale, Comunità montane; “girare” in gruppi a numero contenuto, svolgere la pratica sportiva con esclusione del periodo estivo e/o in concomitanza con altre attività in periodi coincidenti. Sono solo esempi, ai quali se ne potrebbero aggiungere molti altri. E tutti dovrebbero diventare insiti nel comportamento di ogni motociclista.

 Perché non siamo vandali, ma persone che vivono l’ambiente con attenzione.

Paolo Sesti

Presidente

Federazione Motociclistica Italiana

Roma, 9 marzo 2012

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